La terapia del freddo nel trattamento della fibromialgia

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La fibromialgia è una malattia ancora poco conosciuta, ma piuttosto diffusa e invalidante. Colpendo principalmente muscoli, legamenti e articolazioni, è caratterizzata da dolore cronico e stanchezza. Il dolore, causato da un malfunzionamento delle nostre terminazioni nervose, insieme all’insonnia, affaticamento e debolezza sono sintomi che accompagnano costantemente chi è affetto da questa patologia, influenzano nettamente la vita quotidiana, rendendo spesso problematico svolgere anche semplici attività di routine. Le classiche cure prescritte dai medici in queste situazioni impiegano,
generalmente, antidolorifici e antinfiammatori con lo scopo di alleviare il dolore cronico che interessa diffusamente tutto il corpo. Insieme a queste terapie a base di farmaci, vengono raccomandate anche altre soluzioni, come la fisioterapia, l’agopuntura e uno stile di vita che minimizzi lo stress e favorisca uno stile di vita sano. Fibromialgia: i nuovi trattamenti Recentemente, inoltre, è stato condotto uno studio sugli effetti della crioterapia nel trattamento dei sintomi della fibromialgia. La crioterapia è un particolare tipo di terapia, impiegata nel trattamento di malattie infiammatorie e autoimmuni. Utilizzata, inizialmente, in campo sportivo e cosmetico, negli ultimi decenni questa tecnica è stata estesa anche ad altre discipline mediche, sebbene sia in molti casi ancora in fase sperimentale. Nello specifico, la crioterapia consiste in un trattamento a temperature bassissime intorno a meno 130° per pochissimi minuti: pratica molto antica, la “terapia del ghiaccio” è considerata da molti come un semplice antinfiammatorio, di facile utilizzo, ma scarsamente efficace a lungo termine. Nel 2012, un team di medici e ricercatori italiani ha condotto uno dei primi studi clinici sull’utilizzo della crioterapia per la cura del dolore fibromialgico. Sono stati coinvolti nello studio 100 pazienti, tra i 17 e i 70 anni, affetti da fibromialgia: divisi in due gruppi da 50, un gruppo è stato sottoposto a trattamento crioterapico, mentre l’altro no. I pazienti di entrambi i gruppi, per tutta la durata dello studio, hanno continuato ad assumere farmaci antinfiammatori e antidolorifici. Il trattamento prevedeva 15 sessioni di crioterapia in un periodo di tempo di 3 settimane: nella criocamera i pazienti sono sottoposti a 30 secondi iniziali a meno 60° seguiti poi da 3 minuti a meno 140°. Ciascuna seduta è seguita da 30 minuti di attività aerobica, come tapis roulant o cyclette, per riacquisire gradualmente la motilità. Al termine delle tre settimane di studio, i medici hanno raccolto tutta una serie di parametri sulla salute e la qualità di vita dei due gruppi di pazienti: come risultato hanno osservato un miglioramento della qualità della vita e diminuzione del dolore cronico nel gruppo sottoposto a crioterapia, accompagnati da numerosi cambiamenti nella salute dei pazienti. Oltre agli effetti maggiormente visibili del trattamento, i pazienti sottoposti a crioterapia hanno mostrato livelli più elevati di segnali chimici responsabili dell’attivazione di sostanze antinfiammatorie del nostro corpo, come l’interleuchina 6, ma anche un aumento di leucociti e dello stato di ossidazione, tutti segnali di un’attivazione netta del sistema immunitario. L’effetto benefico della crioterapia I medici ipotizzano che l’effetto benefico di questa terapia sia dovuto in parte anche ai cambiamenti nella conduzione del dolore tramite le terminazioni nervose: il freddo ha, infatti, un effetto anestetico, portando così sollievo al dolore cronico tipico di questa malattia. Insieme al miglioramento delle condizioni fisiche, i pazienti hanno dichiarato di trovare notevoli cambiamenti positivi nella loro vita quotidiana e sociale, ritrovando in parte quella serenità che spesso la malattia può compromettere. In futuro… Saranno sicuramente necessari ulteriori studi per convalidare quanto scoperto in questo gruppo di pazienti, ma da questa esperienza molti medici hanno iniziato ad accreditare sempre più la crioterapia come valido alleato nella lotta al dolore cronico causato da questa malattia. L’utilizzo di farmaci, soprattutto antidolorifici e antinfiammatori, insieme alla fisioterapia, all’attività fisica e alla crioterapia, se condotte sotto la supervisione e raccomandazione di medici e personale esperto, possono aiutare sempre più le persone affette da fibromialgia a condurre una vita normale e a ritrovare serenità nella loro quotidianità.

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